Marco Ruini

Neurochirurgo

Lunedì, 20 Settembre 2010 17:21

Mente estesa

Scritto da 
Il dualismo cartesiano di mente – corpo, cioè la netta separazione tra un corpo fisico e una mente immateriale da far corrispondere all’anima, è stato decisamente confutato dalle neuroscienze. L’idea di un pensiero indipendente dalla nostra struttura fisica mortale e determinato da un’anima immortale è però ancora pienamente vivo nella cultura contemporanea e in questa società che non riesce a concludere il processo di secolarizzazione e a dividere ciò che è oggetto di fede, legittimo al di là delle spiegazioni scientifiche, da ciò che è scienza comprendendo in questo termine anche le scienze umanistiche come la filosofia. Le neuroscienze studiano il rapporto tra mente e cervello, come dalla materia organica del nostro cervello, dai neuroni e dalle connessioni sinaptiche possano nascere il pensiero, la elaborazione astratta, le idee. La conferma che la nostra mente nasce dal cervello e che noi, come esseri pensanti, siamo ciò che ci fa essere il nostro cervello è data anche da considerazioni ovvie: lesioni in determinate aree del cervello provocano danni alla nostra capacità di pensare ben riproducibili, vi sono quindi aree cerebrali deputate alla formazione del pensiero e delle idee come vi sono aree deputate alla memoria, al calcolo, alla interpretazione della lettura e della musica. Dove nasce il pensiero è quindi chiaro, come si formi il pensiero da processi fisici e chimici neuronali è però ancora lontano dall’essere stato documentato. Ma che autonomia ha il cervello e quanto è libero il nostro pensiero? Il cervello è indipendente e comanda sul corpo o ne subisce la sua influenza? E l’ambiente esterno riesce a modificare le connessioni cerebrali? In breve, la mente è solo la elaborazione di un cervello autonomo, al di sopra delle parti, o il corpo e l’ ambiente esterno lo influenzano in modo importante? A guardare bene non sembra proprio che mente e cervello siano impermeabili ed emerge sempre più l’idea di una “mente estesa”.

Questo è reso possibile dal fatto che il cervello riesce a fare più cose contemporaneamente, la maggior parte di queste in modo non cosciente, istintivo, automatico. Ci sembra normale mandare un messaggio al telefonino e contemporaneamente guardare la televisione e ascoltare musica alle cuffie; mentre viaggiamo in macchina ascoltiamo la radio, parliamo e telefoniamo. Il cervello non lavora in modo seriale, ma in parallelo: numerosi circuiti sensoriali si attivano e funzionano contemporaneamente in tutte le regioni del cervello e tutte queste aree sono associate tra loro e partecipano ad esempio alla rievocazione di un ricordo o alla registrazione di una emozione. Questo perché le varie aree del cervello possono lavorare tutte assieme all’elaborazione di una idea e avere contemporaneamente in mano la situazione della omeostasi interna dell’organismo e il controllo sull’ambiente esterno. È la distrazione da un compito a provocare gli incidenti, non l’impossibilità di fare due cose contemporaneamente perché il cervello ha in modo automatico, contemporaneamente, sotto controllo l’ideazione, il nostro corpo (movimento, posizione, stimoli ecc) e l’ambiente esterno. C’è però una influenza bidirezionale tra questi tre elementi: cervello, corpo e ambiente. Di fronte agli avvenimenti esterni, esistono delle reazioni del corpo istintive, automatiche, degli stati fisici come l’orripilazione, la gioia, la meraviglia, la tachicardia, l’aumento della frequenza del respiro che portano ad una reazione emotiva che compare prima della presa di coscienza razionale ed è anzi importante nella scelta delle decisioni da prendere, le influenza. Le scelte vengono fatte prima a livello emotivo, inconscio e poi divengono coscienti e vengono elaborate dalla ragione che di solito interviene per giustificare le scelte fatte. Il corpo interferisce quindi sulle scelte e sulla elaborazione del pensiero ed è capace di una attività autonoma dal cervello: questa capacità faceva parte di ciò che era stato chiamato cervello viscerale.

Quando elaboriamo un pensiero o sviluppiamo un’idea, utilizziamo i centri della memoria come data base, andiamo a cercare le informazioni nei meandri delle nostre circonvoluzioni cerebrali. In modo automatico facciamo collegamenti col passato, con altre esperienze, con ciò che si è appreso dai libri, dalla televisione, dai dialoghi, in pratica con tutto ciò che abbiamo immagazzinato. La nostra mente dovrebbe quindi essere il prodotto finale di una riflessione che ha come strumento le nostre conoscenze (funzione cerebrale) e come promotore e guida le reazioni emotive (funzione corporale). L’uomo ha però nei secoli sviluppato una capacità particolare, è riuscito ad aumentare le proprie potenzialità cognitive tramite i libri, la tecnologia, i computer, la televisione e così via. È riuscito a creare “protesi cerebrali” con una enorme capacità di immagazzinare dati, al di fuori della scatola cranica, ma intimamente connesse con le funzioni del cervello. E’ come avere ampliato all’infinito la capacità cerebrale, la nostra banca dati con due evidenti effetti: 1. il cervello si trova alleggerito ed esautorato da una notevole mole di lavoro mnemonico, basti pensare come in alcuni anni le calcolatrici abbiamo tolto la necessità di utilizzare tempo in calcoli complicati; 2. il cervello ha imparato a delegare una infinità di compiti alle macchine (ad altri) perdendo però progressivamente competenze e abilità e rendendosi dipendente. È vero che può utilizzare le sue energie in altri campi, ma in tutti i settori rimane vincolato a memorie aggiuntive e competenze che non sono più sotto il suo controllo. Mentre l’uomo ha la possibilità di reagire di fronte a tentativi di manipolazione diretta del proprio cervello, pochissimo può contro la contraffazione delle banche dati che gli vengono fornite dall’esterno. Se le connessioni neuronali dalle quali dipende la nostra mente sono influenzate sia dalle reazioni del corpo (indicatori somatici) che dalle connessioni extracorporee (protesi tecnologiche e modalità di accesso ai dati), la mente è quindi il prodotto della interazione tra cervello, corpo e ambiente esterno: è la cosiddetta “mente estesa”. E’ chiaro che più aumenta l’informazione che viene dall’esterno, la delega che diamo al data base extracerebrale, più si riduce la nostra capacità di decidere e scegliere in base a caratteristiche nostre. La nostra identità, che è data dalla nostra storia passata e dalla capacità di ricordarla, cioè dalla memoria, viene sopraffatta da qualcosa di esterno infinitamente grande e ingombrante che non controlliamo e che è manipolabile da altri. Questo mega archivio impersonale si impone sulla nostra memoria labile, sempre più dipendente e insicura, influenzando la mente e minandone l’autonomia. Nel cinema e nella letteratura emerge sempre più frequentemente la paura che si possa modificare la nostra mente interferendo con la nostra attività cerebrale, impiantando memorie non nostre, idee che non ci apparterrebbero, false credenze che stravolgono l’identità originaria modificando la nostra personalità; vengono utilizzate ipotesi fantasiose e poco credibili ignorando spesso ciò che già avviene. Nell’ambito delle malattie psichiatriche metodi di manipolazione diretta del cervello sono già in uso da anni: le terapie farmacologiche per le psicoterapie sono in grado di modificare la personalità, l’elettroshock così utilizzato nei vecchi “manicomi” riesce a piegare il carattere, la psicochirurgia con amputazioni chirurgiche è stata utilizzata in passato nelle psicosi violente gravi e ora nelle epilessie non trattabili farmacologicamente, la radiofrequenza per creare danni mirati al cervello e inibire certe funzioni si usa nel Parkinson e nei dolori centrali. Questi metodi sono stati tutti utilizzati, la maggior parte è in uso ancora oggi, nel trattamento di patologie psichiche e di fatto possono ridurre la sofferenza dell’individuo. Ma cosa succede utilizzando questi metodi su chi non è malato? I mezzi diretti per cambiare la mente sono sempre dubbi dal punto di vista etico anche perché non vi è un confine preciso tra normalità, diversità e patologia psichica. Questa manipolazione diretta del cervello spaventa e crea angoscia, turba i sogni ed è per questo che è ripresa dal cinema e dalla letteratura. Non è però mascherata, lascia la possibilità di una difesa o di una reazione e nonostante l’abuso non è certo il mezzo più usato e comodo per controllare il pensiero.

Stranamente a livello collettivo ci fanno meno paura i metodi di manipolazione indiretta del cervello e della mente che sono invece molto più diffusi e efficaci. Sarebbe sufficiente guardarci attorno per capire come sia già possibile interferire con la nostra memoria ad esempio attraverso la suggestione: persone suggestionabili sono arrivate ad autoaccusarsi di crimini atroci non commessi o, influenzate da interrogatori non corretti o da una morale fuorviante, hanno fatto condannare persone innocenti. Sono sempre casi singoli, che conosciamo quando giungono all’onore delle cronache, ma non ci accorgiamo di come la nostra mente venga invece giornalmente e universalmente influenzata, plagiata e modificata da informazioni devianti, campagne pubblicitarie occulte, disinformazione, suggestioni religiose o razziste che manipolano i data base esterni e influenzano in modo determinante le nostre decisioni alterando ulteriormente la favola del libero arbitrio. Una mente infarcita di pregiudizio, politico, religioso, di razza è ancora più suggestionabile e esposta a influenze irrazionali. La ripetizione di notizie che all’inizio ci fanno scalpore, poco alla volta ce le rendono abituali; giustificazioni assurde diventano cose risapute e ovvie di scarso conto, il revisionismo della memoria diventa poco alla volta la riscoperta della verità. Purtroppo entrano a far parte della nostra memoria, nell’archivio dei nostri neuroni e orientano le nostre scelte. Avere in mano i mezzi di comunicazione e informazione equivale ad avere sotto controllo le menti dei cittadini senza il bisogno delle tecniche della manipolazione diretta escogitate in ambito medico. Conoscono bene queste cose i pubblicitari e i politici che utilizzano i mass media e l’arroganza populista per ottenere consenso e venderci per buoni prodotti e idee scadenti, che riescono a convincerci che uno coinvolto in tanti processi penali può arrabbiarsi e cambiare la costituzione perché è lui vittima dei giudici, che il declino morale di questa società sia provocato dagli extracomunitari e dai diversi e non dal cinismo e dall’individualismo, che riescono a farci credere che sia Saviano a spargere infamia sull’Italia per le accuse che lancia con i suoi libri e non invece la mafia e chi la difende e copre.

 

Bibliografia

  1. Autori vari. Neurofenomenologia. Le scienze della mente e la sfida dell’esperienza cosciente. Bruno Mondadori. 2006

  2. Benini Arnaldo. Che cosa sono io. Il cervello alla ricerca di se stesso. Garzanti.2009

  3. De Caro Mario. Il libero Arbitrio. Una introduzione. Editori Laterza. 2004-2009

  4. Nannini Sandro. L’anima e il corpo. Un’introduzione storica alla filosofia della mente. Editori Laterza. 2009

 

Letto 8929 volte Ultima modifica il Lunedì, 20 Settembre 2010 17:31
Marco Ruini

Specialista in Neurochirurgia e Neurologia, Direttore Sanitario Centro Medico Anemos, Responsabile dei Centri di Chirurgia del rachide Ospedale di Suzzara (MN), Casa di Cura Salus Hospital (RE), Casa di Cura Piacenza. Dirigente medico presso la Neurochirurgia di Parma fino al 1998 e responsabile della Neurotraumatologia di Reggio Emilia dal 1998 al 2003.

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Marco Ruini

marcoruini

Specialista in Neurochirurgia e Neurologia, Direttore Sanitario Centro Medico Anemos, Responsabile dei Centri di Chirurgia del rachide Ospedale di Suzzara (MN), Casa di Cura Salus Hospital (RE). Ospedale Civile di Fiorenzuola (Piacenza). Casa di Cura San Clemente (Mantova). Dirigente medico Villa Maria Cecilia di Cotignola (Ravenna). Dirigente medico presso la Neurochirurgia di Parma fino al 1998 e responsabile della Neurotraumatologia di Reggio Emilia dal 1998 al 2003.

anemos

Attualità

Neeuroscienze

  • Dalla mente moderna ai cyborg
    La mente moderna, i memi di fianco ai geni. L'evento cruciale nella storia di Homo Sapiens è la comparsa nel paleolitico superiore della cosiddetta "mente moderna". Tra i 100.000 e…
  • Rivoluzioni culturali
    Il pensiero agli inizi dell'800. Dal Rinascimento a oggi le rivoluzioni culturali si sono susseguite ad un ritmo frenetico. Ogni secolo ha avuto uno o più cesure culturali che, anche…
  • Introduzione alle Neuroscienze
    Introduzione alle Neuroscienze Di cosa si occupano le neuroscienze? Quando e come sono nate? Seguendo la traccia della lezione magistrale tenuta dal Prof. Arnaldo Benini (Il Cervello Umano alla Ricerca di Se Stesso.…
  • Uomo, essere razionale o istintivo?
    Il cervello è l’organo più complesso del nostro organismo e ancora il meno studiato. Conosciamo la sua strutture cellulare, la sua divisione in due emisferi, con funzioni diverse, ognuno formato…
  • Mente estesa
    Il dualismo cartesiano di mente – corpo, cioè la netta separazione tra un corpo fisico e una mente immateriale da far corrispondere all’anima, è stato decisamente confutato dalle neuroscienze. L’idea…
  • Il testamento
    Il testamento "Non c'è niente che sia veramente mio se non la mia mente, il mio essere quello che sono ed è l'unica cosa della quale credo di aver diritto di disporre…
  • La partenza
    La partenza Ma il passato era un'ancora che non voleva staccarsi dal fondo, un condizionamento troppo vincolante proprio perchè era stato eccezionale. [...] Non potendolo rimuovere, decise di ciuderlo in una valigia…
  • L'eremita
    L'eremita Ci sono tanti microelementi, invisibili o a lungo inavvertiti, che possono frantumare senza preavviso la nostra vita di sempre. Lo suggerisce il romanzo L'eremita, come un uomo, nel cuore della…

Corsi e Seminari

Manipolazione nervi periferici: nervi toracici, plesso lombare e sacrale

manipolazioni_nervi_periferici
Scarica la locandina del corso
Docente: Dr Aurelio Giavatto, Medico Chirurgo
Specialista in Dermatologia e Venerologia
Diploma A.I.R.A.S.
Il corso è gratuito ed è rivolto ai medici. Si terrà presso il Centro Medico Anemos, in Via Meuccio Ruini, 6 a Reggio Emilia.
Si svolgerà in quattro serate nelle seguenti date:
30/05/2013
06/06/2013
13/06/2013
20/06/2013

Info ed iscrizioni
0522.922052 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.anemoscns.it

Notiziario ufficiale della sno

In questo bollettino sno, alle pagine 6 e 7, è riportato un importante articolo che riguarda l'attovità di Marco Ruini e del Centro Anemos.
Vengono inoltre elencate le attività alle quali Marco Ruini e il Centro Anemos prendono parte, tra cui il volontariato per i Paesi emergenti umanitari proposti da sacerdoti o gruppi di missionari che aiutano progetti in varie zone del mondo.

Bollettino sno