Marco Ruini

Neurochirurgo

Lunedì, 20 Settembre 2010 17:41

Stato laico e morale cattolica

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Per chi crede in Dio la sua presenza è ovunque, questo mondo è di sua proprietà. L’ha creato per noi e ci ha fatto dono anche della cosa più grande di tutte, la vita. In quanto dono suo è l’unico ad avere il diritto di riprendersela. Non possiamo disporre della nostra vita a nostro piacimento. Per chi ha fede la sofferenza viene sopportata perché fonte di speranza, sarà ripagata nella prossima vita in quel mondo perfetto che chiamano paradiso. Per chi non crede nell’esistenza di un Dio che si interessi di noi miseri umani e non nutre speranze su una vita futura questa è l’unica vita che possiamo vivere e appartiene a noi stessi non ad un ente trascendente. Non c’è motivo di dover sopportare una sofferenza senza speranze. Non c’è motivo di appesantire la vita di chi ci è caro rendendola a volte un inferno, anche per loro la vita è unica. Entrambe le posizioni sono lecite e soprattutto esperienze reali e comuni. Uno stato laico offre la possibilità al credente e all’ateo di vivere e morire nel modo più consono alle proprie idee. Garantisce la libera scelta. Deve solo impedire che queste scelte personali danneggino altri. Uno stato che si dà una morale religiosa impone che la scelta etica della religione di stato diventi universale, debba essere accettata da tutti e inevitabilmente toglie il diritto a chi non è credente di gestirsi la propria vita secondo scienza e coscienza. Gli stati europei sono tutti profondamente laici, ormai secolarizzati, e ciò non toglie che le libertà religiose siano garantite in tutti. Il problema della interferenza della chiesa nelle scelte del governo cercando di imporre l’etica cattolica come base delle scelte politiche è evidente solo in Italia nonostante vi sia un concordato tra Stato e Chiesa nel quale lo stato laico offre notevoli vantaggi alla chiesa di Roma in cambio della sua non ingerenza nelle questioni politiche. Concordato che viene continuamente non rispettato in modo unilaterale da una chiesa che non si accontenta di suggerire ai propri fedeli la sua morale, ma vorrebbe imporla a tutti su questioni come aborto, divorzio, coppie di fatto, testamento biologico, eutanasia, cellule staminali, fecondazione artificiale, scuola privata dove il laico vorrebbero potersi comportare secondo un’etica più razionale, meno dogmatica e non confessionale. A chi dice che non è vero ricordo che l’Italia è al 61° posto a livello mondiale nel rispetto dei diritti alla persona. Se passa l’idea laica sia l’ateo che il credente possono scegliere secondo la loro coscienza, viene garantito il libero arbitrio, ci sono tante verità che hanno diritto di cittadinanza in base alle proprie convinzioni, alla religione, alla razza, alla cultura. Se ha il sopravvento la morale cattolica a chi non crede viene tolto il diritto di scegliere, la verità è unica, la tradizione e il dogma debbono andare bene per tutti. Il cattolico deve avere il diritto di seguire le regole imposte dalla propria fede, chi non crede deve avere la possibilità di attenersi alle regole di uno stato laico moderno che tenga conto dei progressi della scienza e dello sviluppo della cultura del momento storico nel quale vive. Questa è democrazia. Anche motivazioni tipo l’obiezione di coscienza in termini così categorici e garantisti funzionano solo in Italia. Si scontrano due diritti diversi: quello del cittadino al quale lo stato riconosce la possibilità di agire in un dato modo, quello dell’operatore che per convinzioni personali, etiche, religiose o di qualunque altro tipo, appellandosi all’obiezione di coscienza rifiuta una data prestazione non agendo come la legge consentirebbe e di fatto togliendo o intralciando il diritto di un altro. Il diritto di uno non può togliere il diritto ad un altro. L’obiezione di coscienza vale per se stessi, non può ricadere sugli altri. Il che significa che se un medico lavora per lo stato in una struttura pubblica, deve fare ciò che lo stato e i cittadini si aspettano da lui perché è un diritto del cittadino avere certe prestazioni. Se non è d’accordo e se le sue idee non glielo permettono ha tutto il diritto di non farlo, ma non può lavorare per l’ente pubblico che lo paga per quello e al quale i cittadini si rivolgono per ottenere un diritto garantito dalla legge. O cambia lavoro o luogo di lavoro. Perché non accada quello che purtroppo succede che nell’ospedale pubblico non si trovi chi pratichi ad esempio l’aborto legale e non vi siano invece problemi nelle case di cura, anche religiose, falsificando semmai il nome della prestazione, come è appena stato dimostrato a Milano. Questa anomalia secondo la quale dichiarandosi obiettori di coscienza si ha il diritto di non offrire ai cittadini prestazioni che loro spettano per legge, occupando un posto pubblico deputato a questo, è un’altra di quelle cose strane che accadono solo in Italia e che stanno a dimostrare quanto poco laico e democratico sia il nostro stato. Garantista solo per alcune categorie, quasi mai per la povera gente che non può comprarsi le prestazioni altrove. Perché è chiaro che chi ha le possibilità economiche supera appena il confine e può liberamente abortire, farsi fecondare, utilizzare le cellule staminali, vedersi riconosciuto uno stato di coppia di fatto, morire in pace. Un partito che si chiama democratico e punti ad essere partito di governo non può che essere laico. All’interno di questo partito è giusto che vi sia la componente cattolica per garantire i diritti di quella parte di cittadini che a lei guarda, ma non per voler imporre a tutti la propria morale e per usarla come ricatto politico. La politica e la religione è bene che seguano strade diverse. In caso contrario il partito sarebbe finito prima ancora di nascere.

Marco Ruini

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Marco Ruini

Specialista in Neurochirurgia e Neurologia, Direttore Sanitario Centro Medico Anemos, Responsabile dei Centri di Chirurgia del rachide Ospedale di Suzzara (MN), Casa di Cura Salus Hospital (RE), Casa di Cura Piacenza. Dirigente medico presso la Neurochirurgia di Parma fino al 1998 e responsabile della Neurotraumatologia di Reggio Emilia dal 1998 al 2003.

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Marco Ruini

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Specialista in Neurochirurgia e Neurologia, Direttore Sanitario Centro Medico Anemos, Responsabile dei Centri di Chirurgia del rachide Ospedale di Suzzara (MN), Casa di Cura Salus Hospital (RE). Ospedale Civile di Fiorenzuola (Piacenza). Casa di Cura San Clemente (Mantova). Dirigente medico Villa Maria Cecilia di Cotignola (Ravenna). Dirigente medico presso la Neurochirurgia di Parma fino al 1998 e responsabile della Neurotraumatologia di Reggio Emilia dal 1998 al 2003.

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Notiziario ufficiale della sno

In questo bollettino sno, alle pagine 6 e 7, è riportato un importante articolo che riguarda l'attovità di Marco Ruini e del Centro Anemos.
Vengono inoltre elencate le attività alle quali Marco Ruini e il Centro Anemos prendono parte, tra cui il volontariato per i Paesi emergenti umanitari proposti da sacerdoti o gruppi di missionari che aiutano progetti in varie zone del mondo.

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